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I Vangeli sono resoconti storici? Le finalità della critica neotestamentaria I Vangeli non sono resoconti storici in assoluto non essendo stati scritti da storici con intenti esclusivamente storici, bensì da seguaci del nuovo movimento messianico, con spirito religioso, con intenti prevalentemente apologetici e didattici per cui, molti dei fatti narrati possono essere considerati storici in quanto obiettivamente accaduti, mentre non può essere storica l'interpretazione fideista data dagli autori ai fatti stessi. Ad esempio, può avere valore storico il fatto apparente della tomba vuota, non l'interpretazione degli autori evangelici come "prova" della resurrezione del Messia, correlata alle ulteriori "prove" delle sue diverse apparizioni. Ne consegue che la resurrezione di Gesù non può essere definita "fatto storico" - come da sempre sostiene la tradizione - quanto, più obiettivamente, fatto storico della fede sulla resurrezione. Un secondo motivo che non consente di definire storici i Vangeli, è dato dal fatto incontestabile che i testi originali non esistono più. Abbiamo soltanto trascrizioni di originali e di altre trascrizioni spesso non collimanti e perfino in contraddizione. Gli evangelisti sinottici scrissero tutti una "prima edizione" dei loro vangeli - oggi inesistenti - attingendo a quattro fonti, compresa la famosa "fonte Q" ipotizzata dagli studiosi tedeschi. Queste fonti erano costituite da raccolte di detti (loghie) e di azioni di Gesù messe per iscritto con variazioni diverse e senza un fine logico e cronologico, ma come correvano di bocca in bocca e di padre in figlio nei primi decenni dopo la crocefissione. Marco fu il primo evangelista che, utilizzando queste forme letterarie, compose la prima edizione del suo vangelo detto dagli studiosi il "protomarco". Anche Matteo (il Matteo semita) e Luca scrissero una prima edizione dei loro vangeli attingendo alle stesse fonti di Marco. Soltanto la seconda edizione del vangelo di Matteo (il Matteo greco) e di Luca, quella guinta a noi con migliaia di rettifiche, aggiunte (le cosiddette interpolazioni) e aggiustamenti, deve avere utilizzato la prima edizione del vangelo di Marco. Pertanto, il vangelo di Marco che conosciamo, può ritenersi la seconda edizione, purtroppo "riveduta e corretta" dagli apologisti come la seconda edizione di Matteo e di Luca. Premesso quanto sopra, fra tanto caos di interpretazioni, traduzioni e copiature mirate, modifiche e interpolazioni accumulatisi nel corso dei secoli, i vangeli che oggi conosciamo non sempre riflettono lo spirito dell'insegnamento di Gesù, le parole che egli realmente pronunciò e tutta la verità dei fatti narrati. In definitiva, ove si consideri il principio generale che il fine didattico o apologetico o politico o filosofico di una qualsiasi narrazione storica, comporta inevitabilmente l'alterazione dei fatti descritti, i vangeli presentano congiuntamente e invariabilmente le seguenti caratteristiche:
Per quanto riguarda gli episodi narrati dai vangeli, possiamo classificarli in quattro categorie:
La critica storica-razionalista nello sforzo di evidenziare ciò che Gesù veramente disse e veramente fece e pertanto di respingere tutto ciò che gli fecero dire e gli fecero fare, analizza i predetti racconti confortando le proprie argomentazioni anzitutto con riferimenti storici, sociali, religiosi e culturali di quei tempi lontani, quindi con il ricorso a tesi logiche, psicologiche, a volte anche scientifiche, improntate alla cultura odierna, tenendo sempre presente la realtà storica-religiosa che il Cristianesimo istituzionale contenendo oltre alla dottrina etica comportamentale di Gesù, anche quella interpretativa teologica di Paolo di Tarso e la summa dogmatica del "credo niceano" (325 d.C.) non riflette integralmente il suo pensiero. A questo proposito, è doveroso precisare che
l'autentica e completa dottrina di Gesù riferita dal Cristo stesso nell'opera ispirata
"Verso la Luce! Un messaggio all'umanità dal mondo ultraterreno" (Altre Menti
Edizioni, Napoli) rappresenta certamente una delle più belle e luminose pagine di
"cristianesimo gesuano" che nessun evangelista ha saputo tramandarci con tanta
semplicità e chiarezza. Da: "Terzo Millennio - quale Gesù?"
L'Autore Libri, Via D. Buoninsegna, Firenze. Lo scrittore e critico neotestamentario
Giuseppe Guarneri svela nelle sue opere lo zelo e il piglio del vero ricercatore di
verità. Partendo dal presupposto che bisogna esaminare ogni avvenimento riferito
nel Nuovo Testamento razionalmente e obiettivamente, senza lasciarsi influenzare dalle
tradizioni - egli ci pone l'esempio della pura indipendenza di pensiero, dimostrando come
indagini accurati ed approfonditi possano risultare in rivelazioni nuove e logiche
riguardanti la realtà storica in cui visse ed operò Gesù. |