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In realtà hanno ragione un po tutti per quanto riguarda questa faccenda. Ogni tanto vengono tirate fuori le famose Centurie di Nostradamus, accompagnate da altri messaggi - le visioni di Swedenborg, i messaggi ricevuti da Jakob Lorber, lApocalisse di Giovanni dalla Bibbia, il Ragno Nero: chi più ne ha più ne metta. Ma che cosa avrebbero le profezie bibliche e quelle di Fatima (Salette, Medjugorje, etc.) in comune con quelle di "comuni mortali"? Osserviamo per un momento tutte le profezie indistintamente, senza guardare se hanno origine nella cosiddetta credenza popolare, se provengono dalle varie Madonne o dai vapori misteriosi dove le leggeva Nostradamus. In comune hanno una caratteristica ben precisa: si tratta quasi sempre di futuri catastrofi, guerre ed orrori vari. Qualche rara volta viene aggiunta una "caramella" dopo tutte le cose tristi che però si otterrà soltanto dopo aver attraversato mille ostacoli. Ci sarà "eterna pace", finalmente gli uomini si ameranno e saranno più vicini a Dio, e via dicendo. Ma soltanto se si riesce a superare le pene dellinferno sulla terra. O nel Cattolicesimo: se ci si converte alla giusta fede. Da un punto di vista distaccato vediamo quindi uno scenario che sembra destinato a far tremare di paura lintera umanità, piuttosto che farla avvicinare a Dio. Che ne è stato del messaggio damore di Gesù Cristo? Gesù insegnava come distinguere il vero Dio, nostro Padre, dal dio dellira dei più antichi testi sacri un dio tremendo che spesso fa capolino tra le leggende sulle sorti del popolo eletto dIsraele. In questo senso, le profezie ci rivelano un ritorno alle basi ancestrali: come se Gesù di Nazareth non fosse proprio vissuto. Un momento: non è forse vero che anche Gesù si cimentò con qualche profezia? Cè il famoso esempio della predizione della destruzione del tempio di Gerusalemme. Qui bisogna considerare che molte delle cose che Gesù avrebbe detto secondo i Vangeli, lui non le ha detto affatto! Spesso abbiamo per le mani frasi e parole inserite in epoche di molti anni posteriori agli stessi evangelisti. Questo vale anche per la famosa "profezia" della distruzione del tempio è stata inserita nel Vangelo più tardi, per dare maggiore credito allinsegnamento che Paolo di Tarso costruì intorno a ciò che egli sapeva di Gesù. Infatti, se confrontiamo il modo di essere di Gesù mite, amorevole seppure di una certa fermezza con la lugubre profezia del tempio, nonché con altre frasi che sembrano stonare dal contesto della personalità di Gesù, possiamo facilmente immaginare che non tutto ciò che leggiamo può essere pura verità. Come nellAntico Testamento il Dio dIsraele è ora un padre premuroso, ora più simile a un genio vendicativo e tuttaltro che paziente così anche nel Nuovo Testamento vediamo affacciarsi un Gesù di duplice natura: colui che spiega pazientemente i principi spirituali alla gente affiancato talvolta a colui che "sputa sentenze", che dichiara la prossima rovina di Gerusalemme o comunque di coloro che non seguono il suo insegnamento. Lungi da Gesù tale atteggiamento se vogliamo credere in una sua coerenza personale. Da tempi lontani sono sempre esistiti profeti ed indovini. Luomo ha sempre desiderato sapere quale fosse il suo destino preferibilmente anche più dettagli possibili del proprio futuro. Se non altro, si sarebbe sentito più sicuro, se avesse saputo da che cosa difendersi, o se avesse potuto rilassarsi nella fiducia che nulla di male gli sarebbe accaduto. Vediamo come anche gli insegnamenti esoterici si avvalgono di una spiegazione e forse questi insegnamenti si avvicinano alla verità. Dai fondatori della teosofia e dellantroposofia fu usato il termine orientale di "Akasha" per descrivere un punto, un luogo "astrale" o "eterico" non meglio definito, dove gli avvenimenti passati, presenti e futuri sarebbero tutti segnati, come se tutti gli eventi di questo mondo fossero prestabiliti. Come se il "karma" delluomo camminasse nei binari delle decisioni di una volontà superiore, nel bene come nel male una volontà superiore che in questa ottica "giocava" con noi come se fossimo marionette. E addio libero arbitrio. Che cosa cè alla base delle visioni di questa cronaca astrale? Come è noto, non cè mai fumo senzarrosto ma la spiegazione potrebbe essere diversa da quella che ci aspettiamo. Se per un momento immaginiamo che la lotta tra bene e male è una realtà cosmica le cui origini si perdono nel tempo, possiamo dare una spiegazione attraverso le informazioni che ci pervengono in "Verso la Luce". In questo libro controverso e discusso per il suo modo di rivelare realtà diverse da quelle che di consuetudine eravamo tenuti a dare il timbro di verità, troviamo comunque spiegazioni verosimili, con il beneficio della possibilità di indagare per conto nostro sulle affermazioni esposte. La lotta tra bene e male non poteva essere una lotta pari in quanto il bene la luce aveva già guadagnato la posizione primaria attraverso levento dellemanazione di Dio, alla genesi dell'universo. Se questi eventi non avessero avuto come risultato la nascita di un Dio della Luce, avrebbero vinto le tenebre, il male, e avrebbe regnato il caos disordinato, non lordine che vediamo nella natura, nelluniverso, ovunque. La luce vinse la lotta per l'esistenza perenne. Il Dio di Luce che emerse si trovò di fronte al dilemma di dovere rispettare altri esseri consapevoli, che avrebbe deciso di creare. Questi esseri sarebbero stati sempre totalmente guidati da Lui, oppure avrebbero potuto avere una libera volontà e così affrontare una personale lotta che comportava l'approfondita conoscenza delle tenebre? Dio risolvò questo dilemma imponendosi una limitazione - i Suoi figli avrebbero avuto la libera volontà e un giorno avrebbero affrontato le tenebre nella sua forma di sottocorrente dell'esistenza. Se i figli di Dio dovevano diventare esseri veramente indipendenti e non solo le Sue "marionette", avrebbero dovuto conoscere l'esistenza delle tenebre e un giorno affrontare il loro potere negativo trovando in questo modo la vera indipendenza spirituale. E così fu. Il testo di "Verso la Luce" racconta la lotta di un gruppo dei figli di Dio creati per primi che affrontarono le tenebre e persero la lotta. La storia di questi eventi è rimasta nascosta alla conoscenza dell'umanità per molto tempo; il libro ne riporta l'intera storia. In questo luogo focusiamo su questi spiriti, denominati gli "Anziani", che furono sottomessi dalle tenebre. Ne conseguì che il loro modo di pensare divenne confuso ed distorto ed ebbe come risultato che questi spiriti dichiararono guerra a Dio, alla luce, per cercare di ottenere il controllo dell'umanità. Una delle armi scelte dagli "Anziani" per cercare di screditare Dio e il bene di fronte a unindifesa umanità, fu quella di "predeterminare" una serie di catastrofici eventi la cui reale presentazione nel mondo terreno avrebbe avuto come risultato il più totale "timore di Dio" la paura da parte degli uomini della vendetta divina, che sarebbe piombata su di noi, come "visto" dalle persone dotate della facoltà della chiaroveggenza gente come Nostradamus, Swedenborg, ecc. I chiaroveggenti riuscivano a vedere questi eventi ancora soltanto immaginari perché le immagini degli "sperati" disastri (e in rari casi non-disastri) erano sospese a mo di filmati nellatmosfera terrestre. A queste persone chiaroveggenti si aggiungono i diversi bambini pastorelli che hanno visto "la Madonna" in varie occasioni. Questi bambini venivano cercati da rappresentanti del male allo stato spirituale (o morti, o vivi ma in sonno profondo altrove e liberatisi secondo il principio della bilocazione) che poi avrebbero "rivelato" loro la natura di alcuni dei predeterminati eventi sospesi nelletere che circonda la terra. A quale scopo? Allo scopo di incutere ancora più paura nel genere umano nel caso delle Madonne nei Cattolici in particolare in modo da suscitare in noi il potere creativo del nostro pensiero. In realtà, la nostra vita la decidiamo soltanto noi. E se temiamo un particolare evento con abbastanza forza, ne visualizziamo la realizzazione ed ecco fatto: il desiderio dei rappresentanti del male di contrastare il bene e lamore di Dio si è avverato. Vogliamo stare ancora a questo gioco? In base alla suddetta spiegazione della vera natura delle profezie abbiamo anche la possibilità di rispondere alla domanda: come faceva Ali Agca a conoscere il contenuto del terzo segreto di Fatima? Facile. Come noto, le persone chiaroveggenti si trovano dappertutto nel mondo, e questa facoltà non conosce i confini poste da religioni o ideologie. Piuttosto che pensare ad una spia allinterno del Vaticano, sarebbe logico ipotizzare che un qualche veggente turco ha "visto" limmagine degli avvenimenti descritti nel terzo segreto per poi raccontarli/venderli a chi ne avrebbe potuto trarre vantaggio politico... Siamo sempre e comunque nellambito delle tenebre. Purtroppo i lunghi anni di segretezza intorno al terzo segreto di Fatima sono serviti soltanto a rafforzare i pensieri dellumanità concentrati a immaginare leventuale realtà catastrofica e tremenda del contenuto di questa profezia. Viene da domandarsi perché la Chiesa ha deciso di mantenere questo segreto ben oltre lattentato al Papa nel 1981 e la caduta del muro di Berlino nel 1989. Perché questo segreto non è stato rivelato con maggiore tempestività? Perché tanti credenti cattolici sono stati lasciati sospesi nella paura del contenuto del terzo segreto di Fatima, mentre con i loro pensieri creavano inutili scenari di morte, guerra e distruzione? I nostri pensieri sono altamente creativi usiamoli quindi al servizio del bene, della luce. © U.S. Qvistgaard 2000, aggiornato 20 aprile 2006 |