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Il mistero del cervello umano

Da molti anni la scienza cerca di capire il cervello umano. Grandi passi avanti sono stati compiuti – oggi siamo in grado di "fotografare" gli impulsi cerebrali e stabilire in quali zone del cervello sono concentrati i ricettori di molti stimoli e capacità collegati alle varie azioni del corpo umano, al linguaggio, alla facoltà di individuare forme e colori, ecc. ecc.

Ottanta anni fa la seguente informazione fu resa pubblica attraverso l’opera "Verso la Luce":

La personalità rappresentata dal visibile corpo umano consiste quindi in tre fattori: 1) il cervello psichico, 2) il cervello astrale, 3) il cervello fisico, di cui naturalmente soltanto l’ultimo è visibile nel mondo terreno. ...

Il cervello fisico - l’organo ricevente e comunicante - è in apparenza l’unico fattore della personalità umana che gli uomini con facilità possono rendere oggetto di ricerche scientifiche. Ma, dal momento che gli altri due fattori presenti non possono essere oggetto di una tale tangibile ricerca allo stesso modo di quello fisico, finora l’uomo non è riuscito a riconoscerli. Questi due fattori invisibili sono molto importanti, poiché moltissimi aspetti della personalità umana possono spiegarsi e comprendersi esclusivamente in base alla presenza di essi.

(Pagine 228 e 230 di "Verso la Luce".)

Nel libro, segue una precisa descrizione dei vari compiti che spettano ai tre diversi fattori/cervelli della personalità.

All’inizio quando si cominciò ad indagare sul cervello, si facevano sperimenti sugli animali, cercando di capire in base a questi sperimenti come funzionasse anche il cervello umano.

Gli animali, però, non possono essere equiparati all’essere umano, in quanto a loro manca uno dei tre cervelli, che quindi in realtà collaborano per fare di noi ciò che siamo: esseri dal pensiero indipendente e strettamente personale. Oggi, gli studiosi pensano di essere ormai vicini ad una spiegazione più plausibili di molti fatti che oggi non trovano una risposta soddisfacente: una volta fatta la mappa del cervello, in base agli impulsi captati dai sofisticati strumenti elettronici – sicuramente sapremo finalmente tutto sull’uomo! Oppure...?

Probabilmente non vedremo questa totale rivelazione scientifica sull’uomo ed i suoi comportamenti. Ma se un domani qualcuno dovesse indagare i fattori di cui sopra, forse qualche novità ci sarebbe.

Il cervello astrale – che è un elemento anche dell’organismo animale – risiede in una realtà che si sottrae alla nostra diretta percezione, almeno che non abbiamo la facoltà della chiaroveggenza. La persona chiaroveggente in grado anche minimo solitamente riesce a vedere il cervello astrale intorno all’essere umano: una specie di involucro incolore, o bianco, un alone luminoso che circonda tutto il corpo della persona, con una più rilevante irradiazione intorno alla testa e le spalle. Spesso la persona che riesce a vedere questo alone bianco lo scambia per l’"aura" della persona – ma in realtà l’aura, che si distingue per la grande quantità e varietà di colori, non può essere vista che da una persona estremamente dotata della facoltà della chiaroveggenza.

Una tale persona fu per esempio Padre Pio. Più lontano nel tempo, Gesù di Nazareth sicuramente apparteneva anche egli a questa categoria di persone particolari ed estremamente dotate.

Comunque, il cervello astrale non è che un "contenitore" in cui si versa ogni movimento imparato, ogni gesto e abilità manuali appresi.

Nei gesti abitudinari – guidare la macchina, ballare, suonare il pianoforte, sbucciare le patate – riconosciamo l’assenza mentale con cui compiamo questi gesti – come se li eseguissimo "automaticamente". Però, ogni tanto ci "inceppiamo" – perché? Un esempio: abbiamo l’abitudine di andare a giocare la schedina di Totocalcio ogni sabato mattina, e subito dopo andiamo a comprare il nostro settimanale preferito in edicola. Un bel venerdì decidiamo di comprare il giornale quello stesso giorno, perché ci troviamo vicini all’edicola. Sabato andiamo come al solito a giocare la nostra schedina – per andare subito dopo, spontaneamente, all’edicola. Dove ci troviamo faccia a faccia con l’edicolante, senza sapere precisamente perché siamo andati da lui, poiché il giornale l’avevamo acquistato già il giorno precedente. L’abitudine, l’abitudine... Infatti! L’abitudine che il cervello astrale apprende subito, dopo poche volte che abbiamo ripetuto il gesto – quando poi siamo soprappensiero, il cervello astrale ci guida "nelle tracce" che seguiamo sempre, senza potersi rendere conto, che in quel momento il gesto è superfluo. Infatti, dobbiamo applicare la mente – il nostro cervello psichico – per dirigere il nostro corpo là dove è più razionale che vada!

Chi si meraviglia di come per esempio gli uccelli migratori riescano a trovare la strada per paesi più caldi – o come i salmoni che risalgono il fiume per deporre le uova possano ritrovarsi nel luogo che li ha visto nascere - trova qui la risposta nell’esistenza del cervello astrale: gli animali seguono le tracce astrali che generazioni di animali della stessa specie hanno lasciato nell’aria, per così dire. Probabilmente anche il mistero delle balene che a volte in grande numero si arenano sulle spiagge, può essere risolto in questo modo: forse seguono una "traccia" molto vecchia, ma ancora attiva, ignari che nel frattempo è apparsa un’isola oppure si è verificato un cambiamento della costa, in quel luogo. (Le tracce possono rimanere nell’etere a volte per secoli – e questa è la spiegazione di molti fatti inspiegabili che ancora accadono in case e castelli antichi.)

Il cervello astrale, quindi, ce l’hanno anche gli animali, mentre essi non possono vantare un cervello psichico. E’ qui che risiede tutto ciò che l’essere umano possiede di indipendente: il nostro carattere, i nostri ricordi, la nostra volontà, i nostri sentimenti. La suddetta "aura" (chiamiamola così, visto che ormai questo termine è quello più diffuso) è l’espressione "visibile" del cervello psichico. In realtà è da questo cervello che iniziano tutte le nostre malattie, e da qui partono tutte le riflessioni che possano fare di noi esseri umani più consapevoli della voce della nostra Coscienza – per infine portarci a vivere una vita responsabile ed eticamente in armonia con la nostra più intima personalità.

© U.S. Qvistgaard, aggiornato 20 aprile 2006